COUPEROSE
La couperose è una patologia frequente nel sesso femminile;
Compare più frequentemente dopo la gravidanza, nelle donne che si espongono con assiduità al sole o alle lampade abbronzanti, nel periodo peri-menopausale, ma soprattutto nei soggetti geneticamente predisposti.
A livello ambulatoriale la couperose viene trattata in prima istanza con la luce pulsata per attenuare il "tappeto" di microvasi arteriolari.
Nelle sedute successive i vasi residui vengono chiusi con la radiofrequenza e/o l'utilizzo di laser diodi.
In tutte queste fasi del trattamento il danno per il paziente è minimo e può riprendere immediatamente la vita sociale.
Sarà comunque necessario, ogni 3 - 4 anni, sottoporsi a sedute cosiddette di richiamo, più frequenti per le signore che si espongono con elevata intensità al sole.
ADIPOSITA' LOCALIZZATA (AL)
Con AL si intende un aumento di volume del tessuto adiposo in aree del corpo dove esso è solitamente già presente.
Si manifesta solitamente a carico del sesso femminile, anche se gli uomini non ne sono immuni.
Le sedi più frequenti in cui si verifica l'aumento di volume sono: a livello dei fianchi, nell'interno coscia o ginocchio, nella regione laterale lombare e nell'addome (questa è la regione tipica per l'uomo).
Questi depositi adiposi costituiscono un carattere sessuale secondario, la cui morfologia è modulata dall'azione degli estrogeni.
Il fenomeno è asintomatico: non presenta dolore alla palpazione e non manifesta segni clinici evidenti a differenza, come vedremo, della CELLULITE.
I trattamenti per l'AL prevedono un approccio terapeutico a livello generale che prevede la correzione dello stile di vita a volte associata ad una dieta ed un approccio terapeutico ambulatoriale che utilizza, a seconda del caso clinico,vari strumenti: iniezioni di fosfatidilcolina (metodica lipodissolve), hydroelettroforesi, endermologie, radiofrequenza e, recentissima novità, la cavitazione con ultrasuoni.
CELLULITE
La cellulite o panniculopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS) è causata da un'alterazione del microcircolo del tessuto sottocutaneo che attraverso i vari stadi evolutivi della patologia, porta dapprima ad un semplice stato di edema (ritenzione di acqua a livello pericellulare) con modesta retrazione cutanea alla plicatura manuale, cute poco fredda al tatto e presenza di pallore cutaneo che permane per pochi istanti dopo una compressione digitale;
in uno stadio successivo comparirà un'iniziale fibrosi in cui la cute appare non più liscia e levigata, ma presenta piccole depressioni in corrispondenza delle aree di fibrosi, magnificate dalla plicatura manuale, cute modestamente fredda al tatto e pallore cutaneo duraturo alla digitopressione.
La fase successiva è quella sclerotica che inizialmente presenta nel sottocute dei micronoduli, poco percepibili alla palpazione, ma che mostra sulla cute delle depressioni molto evidenti anche senza plicatura manuale, una dolenzia alla palpazione ed una superficie cutanea perennemente fredda.
L'ultima fase evolutiva è quella dei macronoduli percepibili sia alla palpazione che all'osservazione diretta, discromie cutanee (chiazze scure) e dolenzia anche spontanea della cute.
Oltre ad una predisposizione genetica alla PEFS, vi sono anche delle cause favorenti che vanno dall'assunzione della pillola estroprogestinica a patologie ormonali, dal sovrappeso e obesità all'alterazione della postura, dalla stipsi ad errori comportamentali quali il fumo, l'alimentazione scorretta, la sedentarietà, l'abbigliamento eccessivamente costrittivo ed aderente, ecc.
Ovviamente il Medico Estetico deve distinguere tra l'adiposità localizzata e la PEFS (anche se spesso le due patologie si presentano associate), valutare il grado di PEFS ed in base a tutto ciò stabilire il programma terapeutico adeguato.
L'ACNE
La Medicina Estetica può affiancare la classica terapia dermatologica topica e sistemica domiciliare per la cura dell'acne utilizzando terapie a livello ambulatoriale che prevedono l'applicazione di peelings chimici e fisici specifici al fine sia di bloccare o attenuare le formazione delle papule e pustole sia di correggere gli esiti cicatriziali dell'acne.
Ai peelings chimici è possibile abbinare la terapia con radiofrequenza in grado di rimodellare e ristrutturare "dal profondo" le cicatrici, che pur non venendo totalmente cancellate, si attenuano ed appianano notevolmente, consentendo di ottenere risultati estetici assai soddisfacenti e sino a pochi anni fa assolutamente insperabili.
RADIOFREQUENZA
La Radiofrequenza è una nuovissima acquisizione della Medicina Estetica, è una tecnica che utilizza le onde radio come veicolo dell'energia.
In Medicina è usata da anni in chirurgia (radiobisturi) ed in ORL (trattamento dell'ipertofia dei turbinati nasali).
In Medicina Estetica la Radiofrequenza è applicata su ampie superfici con appositi manipoli in modo da generare un "effetto termico" diffuso a livello del derma-ipoderma-sottocute o nel tessuto adiposo (si può scegliere a quale profondità agire utilizzando manipoli monopolari o bipolari e regolando l'intensità e la frequenza di emissione).
In tal modo, attraverso una tecnica non invasiva (non si utilizzano aghi), e pressoché indolore, si ottiene un rassodamento ed il ripristino del tono e della compattezza del tessuto sottocutaneo attraverso la stimolazione dei fibroblasti a produrre neocollagene.
A maggior profondità, con la tecnica monopolare, si riesce a trattare la cellulite ed in parte le adiposità localizzate ottenendo una ridefinizione del profilo corporeo.
Tutte le aree del corpo possono essere trattate dalla radiofrequenza, in particolare: utilizzando la RADIOFREQUENZA BIPOLARE si può trattare in maniera indolore tutto il volto ed il collo (aree che hanno spessori di cute e sottocute assai fini), mentre con la RADIOFREQUENZA MONOPOLARE si trattano regioni che presentano una pelle più spessa o qualora si decida di trattare la cellulite e le adiposità localizzate.
Le aree più idonee al trattamento sono: viso, collo, decolleté, braccia, addome, regione lombare, fianchi, interno coscia ed interno ginocchio.
PEELING E MASCHERE CON EFFETTO PEELINGL'invecchiamento cutaneo è una delle problematiche che più frequentemente portano le pazienti dal Medico Estetico; esso va distinto in due tipi:
1. cronoinvecchiamento, fisiologico, legato al passare degli anni ed al conseguente depauperamento a livello cutaneo delle strutture di sostegno quali collagene ed elastina;
2. fotoinvecchiamento, causato dall'esposizione cronica alla luce solare, caratterizzato sempre dalla perdita delle strutture di sostegno ma con associati vari aspetti quali macchie cutanee e discheratosi di vario grado.
Gli strumenti a disposizione del Medico Estetico per un programma di ringiovanimento cutaneo sono: peeling, depigmentazione, biorivitalizzazione, filler, tossina botulinica, diatermochirurgia programmata, laser erbium, fotoringiovanimento.PEELING
Attraverso il peeling si ottiene un'esfoliazione della pelle causata da un agente chimico.
I peeling vengono classificati in base alla penetrazione nella pelle, pertanto avremo:
peeling superficiali
peeling medi
peeling profondi
Pertanto, a seconda dell'agente chimico usato, si otterrà una semplice infiammazione dello strato più superficiale della pelle ( corneo), oppure effetti negli strati più profondi fino alla necrosi sia dello strato corneo che di parte del derma sottostante (papillare o reticolare).
La scelta di una maggiore o minore profondità dipende dalla lesione presente, ovviamente più il peeling è profondo più i tempi di guarigione saranno lunghi.
L'applicazione di queste metodiche è stata ampiamente studiata, per cui attualmente i risultati di questa tipologia di trattamenti sono ottimali e con minimi effetti collaterali.
Indicazioni al Peeling:
acne attiva e/o cicatrici da acne
vari gradi di invecchiamento cutaneo (cromo-aging e foto-aging)
macchie e discromie (melasma,cloasma, lentigo senili, ecc.)
smagliature sia rosse che bianche (associate ad altri trattamenti)
BIORIVITALIZZAZIONELa Biorivitalizzazione è una modernissima tecnica di ringiovanimento cutaneo che ha come obiettivo quello di restituire alla pelle le "sostanze nobili" che con gli anni vengono fisiologicamente perdute (crono-invecchiamento) e che più rapidamente vengono perdute dai soggetti che si espongono con elevata frequenza al sole e alle lampade solari o dai fumatori.
Con tale tecnica, quindi, si vanno a restituire alla cute il collagene e l'elastina e tutte le strutture di sostegno, contrastando in tal modo il rilassamento cutaneo, ed inoltre si tende ad aumentare la quota di acqua contenuta nel tessuto sottocutaneo contribuendo a ridurre la disidratazione della pelle che è fisiologica con l'aumentare degli anni e viene incrementata dal foto-invecchiamento.
La Biorivitalizzazione è in grado di correggere le fini rugosità e l'aspetto di cute sottile e fragile del volto, del collo, del decolleté e delle mani donando alla pelle un maggior turgore ed in definitiva un aspetto più giovane.
La tecnica utilizzata consiste nell'iniezione nel derma (quindi iniezioni molto superficiali) attraverso aghi sottilissimi di sostanze quali Aminoacidi, Polidesossiribonucleotidi ed Acido Jaluronico a bassissima viscosità (non cross-linkato) in grado di stimolare a livello dermico la produzione di collagene ed elastina.
La Biorivitalizzazione non è in grado di correggere le rughe più marcate per le quali è indicato l'utilizzo di fillers e/o tossina botulinica.
FILLERI filler trovano la loro principale indicazione nel trattamento correttivo delle rughe della fronte e del terzo inferiore del volto.
La loro azione è quella di un riempitivo (dall'inglese: TO FILL = RIEMPIRE) che dal fondo spinge verso la superficie il solco della ruga appianandolo.
Inoltre è possibile la ridefinizione del margine delle labbra in modo da migliorarne il profilo anche senza ricorrere all'aumento di volume.
Altro campo di applicazione è quello degli aumenti di volume (per es. zigomi, guance,mento, labbra) in modo da correggere aree che con gli anni si sono depresse o profili eccessivamente escavati.
Negli anni i prodotti si sono sempre più raffinati. Attualmente sono disponibili acidi jaluronici definiti cross - linkati in grado di garantire una permanenza nella sede di impianto dagli 8 ai 12 mesi, può quindi essere sufficiente anche una sola seduta annuale per garantire un risultato soddisfacente.
Questi prodotti sono definiti riassorbibili in quanto vengono metabolizzati nell'organismo da enzimi chiamati jaluronidosi che sono maggiormente attivi nei fumatori, pertanto in tali pazienti la durata dell'impianto può essere un po' inferiore (comunque mai inferiore ai 6 mesi).
TOSSINA BOTULINICALa Tossina Botulinica è una neurotossina in grado di provocare paralisi muscolare.
La grande rivoluzione che essa ha creato nella Medicina Estetica è legata al fatto che, alle dosi utilizzate per la correzione delle rughe ed in mani esperte, è assolutamente e totalmente sicura, perfettamente modulabile e governabile ed in grado di garantire risultati insperabili con altre tecniche in regioni quali la gabella (zona tra le due sopracciglia), la fronte e la zona perioculare (le cosiddette zampe di gallina).
Il rilassamento muscolare avviene solamente nella parte più superficiale del muscolo (quella più vicina alla cute), ciò impedisce la corrugazione della pelle con distensione delle rughe, ma al contempo consente di mantenere la naturale espressività del volto.
La durata d'azione della Tossina Botulinica è di 4 - 6 mesi, dopo di che ricompare la normale motilità muscolare; è quindi un'azione totalmente reversibile.
La tecnica utilizzata è quella di inoculare minime quantità di Tossina Botulinica in punti prestabiliti in modo da avere un'azione diffusa nelle zone desiderate.
L'utilizzo in associazione con i filler, la biorivitalizzazione ed i peelings consente di ottenere risultati stupefacenti.
DIATERMOCHIRURGIA PROGRAMMATALa Diatermochirurgia programmata o TIMEDCHIRURGIA, inventata dal Prof. Capurro di Genova, si avvale di un'apposita apparecchiatura che attraverso l'utilizzazione di corrente elettrica al alta frequenza con intensità e tempi di applicazione selezionabili, consente sia di effettuare tagli chirurgici assai precisi e controllati, sia di effettuare asportazioni a strati dei piani dermo-epidermici per rimuovere macchie o discheratosi cutanee.
Variando gli elettromanipoli, l'intensità di corrente ed i tempi di applicazione, si possono effettuare numerosi trattamenti in ogni parte del corpo:" rimozione di discheratosi / ipercheratosi
" rimozione di macchie brune
" cauterizzazione di capillari / angiomi
" asportazione di nei (con eventuale possibilità di diagnosi istologica)
" asportazione di neoformazioni cutanee
" asportazione di lipomi e cisti
" rimozione di tatuaggi
" rimozione di verruche e condilomiUtilizzando elettromanipoli assai sottili (decimi di millimetro) è possibile effettuare tagli chirurgici millimetrici con una precisione e delicatezza che nessun bisturi manuale potrebbe garantire.
CAPILLARI (TELEANGECTASIE) E VENE VARICOSEAlla visione macroscopica si distinguono i capillari o teleangectasie e le vene varicose.
CAPILLARI: sono rappresentati da dilatazioni di vasi che in genere non sono visibili e che si manifestano come "cordoncini" isolati rossi o violacei o come "roseole" costituite da tanti piccoli vasi che creano una sorta di tappeto.
Sono espressione di vasi cutanei superficiali che si sono dilatati per maggiore afflusso di sangue verso la superficie cutanea o per difficoltà di scarico del sangue stesso verso il circolo sottostante la cute.
L'approccio clinico e diagnostico deve essere costituito da un esame obiettivo locale molto attento al fine di evidenziare eventuali venule "nutrici" che stanno alla base del problema e che se sclerosate risolvono il danno estetico.
A questo esame obiettivo va comunque sempre associato un ECOCOLORDOPPLER VENOSO che può darci un'idea dell'assetto vascolare degli arti inferiori ed a volte evidenziare insufficienze di vasi venosi maggiori che sono la causa della comparsa dei capillari, pertanto la terapia non può prescindere da una correzione anche di tale insufficienza.
Il trattamento è costituito dalla sclerosi dei vasi. La terapia sclerosante può essere attuata mediante l'iniezione di farmaci che provocando una reazione infiammatoria della parete interna del vaso ne causano l'occlusione e successivamente una sclerosi. Su vasi più piccoli il medesimo risultato si ottiene con l'utilizzo di un laser definito appunto vascolare che provoca la coagulazione del sangue all'interno del vaso capillare e, rendendolo non più perfuso, ne provoca la scomparsa.
VENE VARICOSE: sono dilatazione di vasi di discreto / grosso calibro del circolo superficiale (vena safena e sue diramazioni fino ai rami reticolari), visibili e palpabili, spesso sintomatiche con dolenzia, senso di pesantezza, alterazione del colorito cutaneo e sensazione di impossibilità a riposare le gambe ("gambe senza riposo").
Anche in questo caso la diagnostica prevede sia l'esame obiettivo locale che l'ECOCOLORDOPPLER VENOSO degli arti inferiori che deve essere effettuato sino alla crosse safeno-femorale (cioè lo sbocco della safena nella vena femorale a livello dell'inguine). Il Medico valuterà quindi la strategia terapeutica migliore: compresione elastica, chirurgia, scleroterapia.
Negli ultimi anni si è sempre più andata diffondendo una metodica assai poco invasiva se paragonata alla terapia chirurgica che è quella della scleroterapia ecogiudata con l'iniezione non di un liquido bensì di una schiuma sclerosante (SCLEROMOUSSE) che consentendo un contatto diffuso del farmaco sclerosante con le pareti interne di vasi anche di grosso calibro, consente di risolvere la patologia con una o più semplici iniezioni non dolorose. La scleroterapia ecoguidata inoltre consente di trattare anche vasi che sono semplicemente insufficienti e non sono ancora divenuti varicosi riducendone il calibro e riportandoli alla continenza.
FOSFATIDICOLINADa pochi anni si è affermata una tecnica terapeutica iniettiva che è stata introdotta nell'uso della Medicina Estetica con il nome di LIPODISSOLVE al fine di dare immediatamente un'idea dell'effetto che queste iniezioni hanno sulle cellule del tessuto adiposo (grasso). Tale tecnica utilizza una molecola, la FOSFATIDILCOLINA, che veicola all'interno della cellula adiposa il SODIO DEOSSICOLATO il quale è in grado di danneggiare l'adipocita e provocarne la rottura; in questo modo si ottiene la riduzione in volume delle adiposità localizzate e, parallelamente, una riduzione della cellulite. Il trattamento consiste nell'introduzione di questo farmaco direttamente nel tessuto adiposo utilizzando aghi molto sottili e lunghi solo 1,5 cm e praticando un'iniezione di circa ½ cc ogni 3 cm, oppure è possibile utilizzare aghi sempre molto sottili ma lunghi circa 10 cm che attraverso un movimento radiale di "va e vieni" dal punto di introduzione dell'ago consentono di iniettare il farmaco. Con la prima metodica si depositano tanti "microponfi" di farmaco, c'è quindi una distribuzione più omogenea, ma c'è il disagio di subire molte "punture"; con la seconda metodica il numero di "punture" è solo 2 o 3 e si depositano piccoli "cordoni" di farmaco, perciò per ottenere una distribuzione omogenea bisogna massaggiare la zona. Il risultato finale è lo stesso per le due metodiche ma certamente l'iniezione con aghi lunghi è più tollerata dal paziente.
E' fondamentale una estrema precisione nei piani di iniezione in quanto una iniezione troppo superficiale, che porterebbe il farmaco in prossimità della cute, può arrivare a provocare una necrosi cutanea; mentre una iniezione troppo profonda, che porterebbe il farmaco a livello della fascia muscolare, può causare una necrosi delle cellule muscolari.
Durante l'iniezione il paziente avverte un modesto bruciore, seguito, nel giro di pochi minuti, da un arrossamento della cute e nelle ore successive da gonfiore. Questi sono tutti segni di infiammazione che è la conseguenza dell'effetto del farmaco iniettato, il quale, creando una lisi (rottura) delle cellule adipose, ne provoca il rilascio dei mediatori delle reazioni infiammatorie.
Nei giorni successivi (mediamente due) i pazienti avvertono una dolenza ed un senso di pesantezza, sempre reazione normale all'iniezione del farmaco, dopo di che passa qualunque sensazione fastidiosa, se si eccettua una certa dolorabilità dell'area trattata in seguito a colpi o a forti pressioni. Altra reazione normale al trattamento è la comparsa di ematomi.
I risultati sono molto soddisfacenti sia per il medico che per il paziente e nell'arco di quattro - sei - otto - dieci sedute (a seconda dell'entità del problema) si può ottenere un miglioramento del profilo corporeo che, fatte le debite proporzioni, può essere quasi avvicinabile a quello ottenuto con la liposuzione.
CAVITAZIONELa cavitazione è una delle ultimissime novità che sono a disposizione del Medico Estetico, e di riflesso dei pazienti, per combattere il GRASSO LOCALIZZATO.
Questa metodica utilizza l'emissione di ultrasuoni ad alta potenza ed a frequenza fissa che vengono focalizzati nel grasso sottocutaneo dove agiscono formando delle microbolle di vuoto che, essendo instabili, tendono ad "implodere" provocando il danneggiamento e la disgregazione delle cellule adipose che liberano nello spazio interstiziale circostante i lipidi e gli acidi grassi in esse contenuti e che si disperdono in una emulsione con i liquidi presenti in quella zona.
Per questo motivo 48 ore dopo il trattamento è necessario praticare un drenaggio linfatico nelle zone trattate che ha lo scopo di allontanare queste sostanze.
L'eliminazione dall'organismo avviene per via renale pertanto è utile bere molto nel periodo del trattamento.
Al fine di evitare una tossicità a livello renale si è inoltre costretti a limitare ad un tempo determinato il singolo trattamento e non viene mai fatto più di un trattamento la settimana.
La terapia consiste nell'applicazione di un manipolo emettitore di ultrasuoni sulla cute della zona interessata alla adiposità localizzata, il paziente percepisce gli ultrasuoni come un "TRILLO" a livello delle orecchie, trillo che è intollerabile nei soggetti che abbiano una lesione al timpano o abbiano subito interventi alla catena degli ossicini dell'orecchio interno.
Altra sensazione che il paziente percepisce è un calore nella zona trattata che è causato proprio dal danneggiamento e rottura delle cellule adipose.
Le sedute durano 30 - 40 minuti e sono assolutamente indolori, si genera un modesto arrossamento della cute dell'area trattata e, a volte ma non sempre, il paziente percepisce per qualche ora successiva una sorta di formicolio.
Il numero di sedute (ricordo mai più di una la settimana) è variabile ovviamente da paziente a paziente ed è comunque proporzionale all'entità del problema lamentato; si va dalle 4 - 5 (anche se qualche volta è capitato che ne bastassero solamente 2) a 15 - 16 sedute.
Tutte le zone del corpo possono essere trattate ad esclusione del collo, dell'ascella o delle zone che hanno strutture ossee subito sottostanti (colonna vertebrale, creste iliache del bacino, ecc.); le zone più frequentemente trattate sono: la parte alta della coscia, esterna ed interna, il ginocchio, l'addome, la regione lombare, i glutei e le braccia.
Nell'uomo è frequente il trattamento nell'area dell'addome, dei fianchi e della mammella.
EPILAZIONEAncora oggi, dopo anni di studi e proposte di apparecchi più o meno efficaci, l'unico metodo che può dirsi veramente risolutivo nella depilazione è il laser.
L'applicazione di questa metodica nella depilazione consiste nel colpire i peli (debitamente accorciati) con il raggio laser, che è costituito da energia fotonica (luce) ad un'unica lunghezza d'onda, in modo da trasferire l'energia della superficie cutanea, lungo il pelo stesso, al bulbo pilifero dove si genera calore.
E' quindi questo calore che va ad inattivare il bulbo pilifero attraverso un danno termico rendendolo incapace di produrre nuovi peli.
Il raggio laser ha come bersaglio la melanina (pigmento scuro) contenuta nel pelo e sfrutta il pelo stesso come veicolo per trasferire l'energia dalla superficie cutanea al bulbo pilifero come farebbe un cavo di rame con l'energia elettrica.
I vari laser si differenziano tra loro per la lunghezza d'onda del raggio emesso; dai numerosissimi studi effettuati negli anni e dall'esperienza pratica si è visto che la fonte laser migliore per ottenere la depilazione è l'Alessandrite che emette luce laser a 722 nm, in quanto tale lunghezza d'onda è specifica per la melanina e quindi tutta l'energia scaricata ad ogni impulso laser viene dal pelo assorbita e veicolata, senza alcuna dispersione legata a filtri (luce pulsata) e/o assorbimenti solo parziali a causa di lunghezze d'onda poco specifiche (laser diodi, neodimio-yag, ecc).
L'obiettivo della depilazione laser non deve essere la cute totalmente glabra (come il palmo della mano), ma si deve puntare ad ottenere la scomparsa dei peli scuri e visibili accettando la permanenza di una fine peluria chiara (praticamente invisibile) che è presente fisiologicamente sulla pelle e che è definita vello.